martedì 8 luglio 2014

IL TEMPO



Guardando le immagini trasmesse dai media del Tour de France, non ho potuto fare a meno di pensare al rapporto che esiste tra i ciclisti professionisti e chi scatta fotografie, è il tempo ciò che unisce e divide i due gruppi. I ciclisti hanno la possibilità di essere immersi quotidianamente in magnifici paesaggi, passando da zone desolate a grandi città, da montagne a litorali, ma pur avendo a disposizione tutto questo caleidoscopio visivo sono limitati da un unico elemento, il tempo. Mentre attraversano queste zone i ciclisti stanno "lavorando" e non riescono a godere appieno di tutto quello che li circonda, non hanno la possibilità di scegliere quanto tempo fermarsi, una scelta che chi fotografa può invece fare ma che molto spesso non tiene nella giusta considerazione. Il tempo è fondamentale per creare un legame tra il territorio e chi in quel momento lo sta guardando, ma non riguarda solo la vista, entrano in campo tutti i sensi che la natura ci ha donato. Quando sono in un luogo, che non aspetta altro che qualcuno raccolga la sua essenza, mi piace pensare di essere un prescelto, e come tale mi sento in dovere, ma con piacere, di contraccambiare con l'unica cosa che ho a disposizione, il tempo.

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