lunedì 16 giugno 2014

OCCHI VERGINI



Parto da una domanda che si pone l'amico Enrico Prada in un post inserito alcuni giorni fa.
"Perché non do peso (visivo) ai luoghi in cui passo molta della mia vita (strade, autostrade, negozi, parcheggi, supermercati …)? Perché sono indifferente o infastidito?".
Domanda interessante perché ci pone di fronte ad una realtà, l'assuefazione ad un luogo, l'abitudine a non considerare nel modo dovuto il territorio nel quale passiamo la maggior parte del nostro tempo, un luogo non degno di attenzione per le nostre ricerche visive, come se un velo fosse calato davanti ad un paesaggio che invece è visibile ad altri occhi, occhi"vergini".
Eppure basta spostarsi di poco, cambiare prospettiva e tutto muta, si rinnova quell'unicità del luogo, del paesaggio, indipendentemente dal fatto di trovarsi in una zona tipo quella di Enrico  o come la mia in riva al mare, bisogna tornare ad una forma quotidiana di allenamento visivo, riscoprire dentro di noi il piacere di vivere l'emozione della prima volta, stupirsi continuamente davanti a tutto.
Il paesaggio è in continua evoluzione, prevalentemente per mano dell'uomo, e non possiamo permetterci di perdere questi mutamenti, la bellezza che può essere trovata in quello che ci circonda dipende solo dal nostro modo di saper "guardare".

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