giovedì 12 giugno 2014

GLI OCCHI DELLA MENTE



Mentre stavo riguardando il libro della mostra di Luigi Ghirri, Pensare per immagini, non ho potuto fare a meno di considerare il rapporto che si crea tra la mia mente e i miei occhi quando il mio sguardo viene attirato da una scena o da un particolare. In quel momento inizia una forma di esplorazione del luogo, una specie di registrazione della scena prima ancora di usare l'apparecchio, la ricerca di più dati possibili da passare alla mente affinché possa elaborarli e riconsegnarmeli nell'attimo dello scatto. Ma le domande  che mi pongo sono queste: anche se è passato pochissimo tempo dal primo sguardo allo scatto, l'immagine che scaturisce è proprio quella che ho visto? come ha ricomposto la scena la mia mente? e inoltre, è la macchina che alla fine mi restituisce ancora un'altra immagine, diversa dalle altre due, attraverso tutti i suoi programmi? Giunto alla fine di questo ragionamento rimane ancora in piedi un'altro importante quesito.Coloro che vedranno le immagini, sia a schermo che cartacee, riusciranno anche a condividere  quello che io "penso di aver visto"?

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